Lasciata alle spalle la porta principale e superato il vestibolo su cui poggia l’organo risalente al 1790 e recentemente restaurato, si viene immediatamente presi da una sensazione di stupore di fronte alla visione d’insieme degli affreschi e del meraviglioso cassettonato.

La pianta della chiesa è a navata unica. Lungo le due pareti laterali si aprono tre arcate alternate a pseudopilastri in stile corinzio. Il pavimento è in quadroni di marmo arabescato. Le pareti sono rivestite dello stesso marmo del pavimento fino all’altezza degli altari.

A sinistra, entrando, sulla parete di fondo è una nicchia con la statua di San Gioacchino; sulla parete laterale, sempre a sinistra, è un’altra nicchia con la statua di Sant’Onofrio. A destra, entrando, sulla parete di fondo è la nicchia con la statua di San Giuseppe; sulla porta secondaria, aperta sulla parete nord, è quella contenente la statua di San Teodoro e, sul lato sinistro della porta secondaria, un’Acquasantiera in marmo datata 1612. Sul piede vi è un bassorilievo riproducente la Madonna del Carmine.

Le cappelle laterali

Nella prima a destra vi è un altare di marmo policromo del 1700, sormontato da una nicchia con la statua di Sant’Agata. Segue il secondo altare, sempre in marmo policromo del Settecento, sormontato da una nicchia con la statua di Santa Rita. Nella terza cappella è l’altare in marmo bianco dell’Ottocento, su cui troneggia una tela Crocifisso di scuola napoletana. Su questa stessa parete si trova anche il pulpito ottocentesco in legno, sormontato da un baldacchino.

La prima cappella di sinistra conserva l’altare in marmo policromo con la statua di Sant’Antonio abate. Segue l’altare con la statua di San Vincenzo de’ Paoli. Infine, la terza cappella, quella più profonda ed importante, diversa per stile dalle altre. In essa troneggia la statua della Madonna del Carmine, nascosta alla vista dei fedeli e portata in processione in occasione della festa. L’interno della cappella è rivestito completamente di marmo colorato. L’altare è del 1912.