La sagrestia, posta a sinistra dell’abside, è costituita da un ampio locale, arredato con un prezioso armadio in legno pregiato e impreziosito da uno splendido pavimento maiolicato. In esso si conservano gli arredi e gli oggetti sacri. Questo locale, all’inizio del XX secolo, sostituì la vecchia sagrestia posta a sinistra entrando. Nell’interno della sagrestia, al lato destro, è murato un artistico antico e prezioso lavabo in marmo del XVIII secolo.

La chiesa primitiva consistette in un piccolo Oratorio, che custodì l’effigie della Madonna dipinta su tavola. Questo oratorio, a cui era annessa una freteria, si denominò Annunziatella e poi Spogliaturo. Stando al Villani

Sul cominciar del secolo XVI, dietro le pareti orientali della parrocchia di San Felice in Plano, sorgeva, ad uso di oratorio, una Cappella, il cui titolo era dell’Annunziatella, o altrimenti lo Spogliaturo; percioché quivi convenivano i fratelli della pia associazione per vestirsi della lugubre tunica, e dispogliarsene poscia, reso l’ultimo ufficio ai defunti. In qual tempo fosse eretta ignoriamo…

Secondo il Montorio, l’immagine della Vergine stette in un cantuccio di questa Cappella per circa un secolo, senza particolare venerazione, fino a quando, verificatosi il prodigio della guarigione di uno storpio nel 1609, non vi fiorì tanta pietà da rendersi necessaria l’ampliamento della chiesa. Che così sia stato lo attesta chiaramente la Bolla di Paolo V del 5 marzo del 1618. In essa si legge, tra l’altro, che

la chiesa, ossia Cappella, è stata ampliata per i voti e per le offerte dei fratelli e per il loro fervore di devozione (…) attendendovi anche con processioni, perché si avesse in maggiore venerazione.

Il De Santi ci informa che i primi patroni della confraternita cedettero, nel 1491, la chiesa ed il patrocinio della stessa al provinciale dei Carmelitani, perché vi potesse edificare accanto un convento. Per mancanza di spazio, però, il monastero sorgerà, in uno con la chiesa, all’estremo orientale di Pagani, e la confraternita e l’oratorio saranno di nuovo amministrati dai confratelli.