Nell’anno 1603, poco distante dall’attuale Parrocchia del SS. Corpo di Cristo, sempre in Pagani, era un piccolo oratorio dedicato a Maria SS. del Carmelo, detto anche “dell’Annunziatella”. I Padri Carmelitani del vicino Convento dell’Annunziata l’avevano affidato alle cure dei confratelli della Congregazione Carmelitana ivi eretta. L’oratorio era anche denominato “spogliaturo o spogliatoio” perché in esso i confratelli prendevano o deponevano il sacco o abito che indossavano durante le esequie e nelle sacre funzioni. In questo luogo, allora quasi del tutto dimenticato dalla gran parte del popolo, si trovava una piccola tavola rappresentante l’immagine di Maria, sotto il titolo del Carmelo, rinvenuta in loco più di un secolo prima.

Così scrive Mons. Mario Vassalluzzo sulle origini del Santuario della Madonna delle Galline di Pagani. Origini antiche, che si intrecciano alla storia, a tratti leggendaria, del ritrovamento del quadro con l’effige della Vergine del Carmelo, che, stando alla tradizione, sarebbe avvenuto nella domenica in Albis ad opera di alcune galline. Razzolando nel luogo dove in seguito sarebbe sorto l’oratorio – e, ancora successivamente, il Santuario – gli animali avrebbero riportato alla luce la tavola, forse sotterrata ai tempi dell’iconoclastia per salvarla dalla distruzione. Il quadro attualmente è collocato sull’altare maggiore del Santuario.

Il 1609 è un anno fondamentale nella storia del Santuario della Madonna delle Galline. La tradizione vuole che, proprio in quell’anno, uno storpio, giacendo in un locale non lontano dall’oratorio, ebbe in sogno la visione della Madonna che lo invitava ad abbandonare le stampelle e ad alzarsi in piedi, perché guarito. La notizia della miracolosa guarigione ebbe una eco eccezionale, al punto da stimolare la costruzione di un nuovo e più prestigioso edificio sacro. Ce ne dà notizia in un documento del 1610 l’allora Vescovo diocesano, Mons. Simone Lunadoro (1602 – 1610):


Habbiamo ancora pur un’altra Immagine di Maria Vergine nella Chiesa, detta anticamente l’Annunziata, alla piazza del luogo de Pagani governata da Mastri e Confrati così detti li descritti nel numero della Confraternita, la quale (immagine) l’anno passato (1609) si scoprì molto gratiosa (che ottiene grazie), e tuttavia ancora seguita d’aggratiare chiunque con puro affetto dimandi il suo aiuto, dove per il concorso del popolo divoto, ch’ivi lassa larghe elemosine si fa da compiacimento ad una Chiesa molto più capace della frequenza della Brigata.

I lavori per la costruzione del nuovo Santuario procedettero speditamente. Del 1615 è il riferimento ad una “ecclesia noviter erecta” ad opera di Mons. Stefano Vicari e al 1618 risale la prima inumazione. Tra alterne vicende, l’edificio fu progressivamente impreziosito di straordinarie opere d’arte. Nel 1712, dopo un periodo di abbandono, fu completamente rifatto il tetto, abbellito con le 21 tele che compongono il magnifico cassettonato. Allo stesso anno risalgono i 20 affreschi con le storie bibliche, il ciclo delle Virtù e l’Annunciazione.

La costruzione dell’altare maggiore, di preziosa fattura barocca, iniziò nel 1776 e fu completata nel 1797, insieme ai primi quattro altari laterali. Ad essi si aggiunsero poi gli ultimi due ottocenteschi altari laterali, che conservano l’uno la statua lignea della Madonna del Carmelo e l’altro una tela raffigurante un Crocifisso sistemato nel 1862 sull’altare a devozione del Beato Tommaso Maria Fusco, cappellano dell’Arciconfraternita.

L’ultima domenica del 1786, il Vescovo diocesano Mons. Benedetto Maria dei Monti Sanfelice ottenne il decreto del Capitolo di San Pietro in Vaticano ed incoronò solennemente il quadro della Madonna del Carmelo posto sull’altare maggiore. Infine, nel 1954, Il Vescovo Mons. Fortunato Zoppas elevò la Chiesa di Maria SS. del Carmelo a Santuario Mariano diocesano. Ecco il testo del decreto

Cum Ecclesia sub tituolo Beatae Mariae Virginis de Monte Carmelo, vulgo “delle galline”, in terra Paganorum huius Nucerinae Paganorum Diocesis, antiquitate, historia et traditione Mariana emineat, Efficiesque Dei Matris arte et magna gloria praefulgens, aureaque corona Apostolica Auctoritate donata, ibi summa veneratione et ingenti populorum concursu honoratur; Anno Mariano estraordinario currenti, Eam Sanctuarium Marianum Diocesanum declaramus, cum omnibus juribus, honoribus et privilegiis, quibus Sanctuaria ditantur.
Volumus igitur ut hoc Decretum, nostra manu exarato et subscripto, nostroque sigillo munito, per Ecclesiae Rectorem in fidelium cognitionem deveniat et in libro Decretorum in Nostra Curia asservato inscribatur.
Datum Nuceriae Paganorum, die 8 decembris 1954.


Poiché la Chiesa dedicata alla Beata Maria Vergine del Carmelo in Pagani, dal popolo chiamata “delle galline”, di questa Diocesi di Nocera de’ Pagani, si è sempre distinta per antichità, storia e tradizione mariana, e dove l’Effige della Madre di Dio, fulgente di arte e di grande rinomanza e dall’Autorità Apostolica fregiata di una corona d’oro, si venera grandemente e con larghissimo concorso di popolo, nell’Anno Mariano straordinario corrente, dichiariamo la stessa Santuario Mariano con tutti i diritti, gli onori ed i privilegi di cui sono arricchiti i Santuari.
Vogliamo perciò che questo Decreto, vergato e sottoscritto di Nostro pugno e munito del Nostro sigillo, si porti a conoscenza dei fedeli mediante il Rettore della suddetta Chiesa e lo stesso sia trascritto nel libro dei Decreti custodito nella Nostra Curia.
Nocera de’ Pagani, 8 dicembre 1954

Intanto, nel 1856, erano stati necessari ulteriori interventi di restauro per arginare i danni arrecati alla Chiesa dalle infiltrazioni. L’ultimo imponente intervento di restauro, durato quattro anni, ha riportato all’antico splendore l’intero edificio, ponendo rimedio agli ingenti danni causati dal terremoto del 23 novembre 1980, che provocò, tra l’altro, il crollo di parte del timpano della facciata barocca. La Chiesa è stata riaperta al culto in tutto la sua magnificenza il 21 dicembre del 1998.