le tele del cassettonato

I 21 dipinti a olio, situati nei riquadri del cassettonato ligneo che decora il soffitto della chiesa, raffigurano episodi della vita della Vergine, angeli e santi. Essi sono disposti su tre file nel senso della lunghezza.

Il cassettonato
Il cassettonato

Partendo dall’ingresso (a destra dell’immagine sopra) e dalla fila centrale:

Tela raffigurante una coppia di angeli, parzialmente nascosta dall’organo aggiunto successivamente. I due angeli reggono tra le mani un cartiglio su cui si legge la citazione biblica “Tota pulchra es, Maria et macula originalis non est in te” tratta dal Cantico dei Cantici.

La nascita della Vergine (Parto), tela di forma circolare in cui, in una vivace scena di gusto popolaresco, sono raffigurate, nel registro inferiore, un’ancella che ha in braccio la Vergine appena nata, assistita da altre donne che le porgono delle fasce; davanti a loro fanno bella mostra di sé un catino pieno d’acqua con una brocca e un braciere colmo di carboni ardenti, su cui una delle donne sta scaldando una piccola coperta. In alto c’è Sant’Anna che, seduta sul letto, riceve da un’altra ancella una tazza di brodo. A destra sono rappresentati due personaggi maschili che si danno la mano dei quali uno potrebbe essere San Gioacchino. In questo dipinto è chiaramente visibile, in basso a sinistra, un monogramma (una P è una F che hanno in comune la stessa asta verticale) riferibili probabilmente alle iniziali dell’autore.

La nascita della Vergine

Seconda coppia di Angeli, dei quali uno regge una torre, l’altro una città cinta da mura.

La tela centrale con l’Assunzione della Vergine al cielo, dove le schiere di angeli che la circondano sembrano issare Maria assisa sul suo trono di nuvole fin quasi a squarciare, in un sapiente gioco prospettico, il limitato spazio del soffitto della chiesa.

Assunzione della Vergine

Una nuova coppia di angeli reca un cipresso, delle rose, una palma e un mazzo di gigli.

La Natività è un’altra tela di forma circolare. Al centro la Vergine mostra Gesù all’adorazione di un gruppo di pastori. Alle sue spalle una colonna su piedistallo e alcuni archi sembrano voler richiamare l’architettura del presepe napoletano. In secondo piano, in penombra, appoggiato al suo bastone, Giuseppe osserva la scena, mentre, in alto, schiere di angeli cantano e suonano strumenti, reggendo tra le mani un cartiglio su cui è scritto “Gloria in excelsis Deo et in terra pax”. Sullo sfondo, un altro angelo reca l’annuncio ad altri due pastori.

La Natività

L’ultima coppia di angeli. Il simbolo posto in mano ad uno dei due angeli è lo specchio.

Sulla fila di sinistra, sempre partendo dal lato dell’ingresso:

Santa Apollonia, figura stante drappeggiata, con in mano i simboli del suo martirio, da una parte le tenaglie che stringono un dente e dall’altra la palma.

Santa Apollonia

Lo Sposalizio della Vergine, con al centro il sacerdote che congiunge le mani della Vergine e di San Giuseppe. Tutto intorno e in alto schiere di angeli e di puttini. Se da una parte la rappresentazione abbastanza è statica, dall’altra si ha quasi la sensazione di una certa concitazione per la folla di figure che si accalca attorno ai protagonisti. È tale la loro estraneità alla raffigurazione, e nello stesso tempo sembrano così caratterizzate fino al limite della caricatura con i loro copricapo strani o con il loro guardare fisso lo spettatore del dipinto, che si ha l’impressione che l’autore abbia voluto qui rappresentate dei personaggi realmente esistiti e forse proprio i committenti dell’Arciconfraternita.

Lo Sposalizio della Vergine

Santa Caterina d’Alessandria, figura seduta, anch’ella con i simboli del suo martirio, la ruota e la palma.

Santa Caterina d’Alessandria

La Presentazione di Gesù al tempio. Il sacerdote, ritto al centro, ha in braccio Gesù, mentre la Vergine, davanti a lui, è in atto di inchinarsi. Sul punto di inchinarsi è anche San Giuseppe, posto in secondo piano. Sulla sinistra del quadro un personaggio femminile reca in mano l’offerta delle tortore, mentre un altro personaggio maschile posto di tre quarti è inginocchiato.

La Presentazione di Gesù al tempio

San Tommaso d’Aquino con in mano un ostensorio e un libro, sul cui dorso si leggono le lettere “T.D.T.” (Thomas Doctor Theologiae).

San Tommaso d’Aquino

Il Sogno di Giuseppe con un angelo che sembra discendere su San Giuseppe dormiente. In alto, è raffigurato l’Eterno Padre e, sulla sinistra, la Vergine inginocchiata.

Il Sogno di San Giuseppe

Santa Lucia, figura seduta, con in mano il piatto con gli occhi del martirio.

Santa Lucia

Sulla fila di destra:

San Francesco da Paola, figura inginocchiata, con in alto a sinistra la scritta “Charitas

San Francesco da Paola

La Fuga in Egitto ha, al centro, la Vergine con il braccio il bambino e San Giuseppe, sulla sinistra, che regge in mano una corda cui è assicurata una barca.

Fuga in Egitto

Santa Margherita di Antiochia, indicata prima come Santa Barbara ma che i simboli iconografici raffigurati, la croce e il drago, fanno meglio individuare come la leggendaria vergine martire, di incerta collocazione storica, considerata protettrice delle partorienti. La croce e il drago alludono alle vicende del suo martirio, quando alla santa, gettata in prigione perché cristiana, apparve Satana sotto forma di drago che la divorò, ma lei ne uscì illesa perché aveva in mano una croce.

Santa Margherita di Antiochia

La Purificazione della Vergine, dove Maria è raffigurata bambina inginocchiata davanti al sacerdote. Alle sue spalle Sant’Anna e San Gioacchino. A destra, un’altra figura femminile inginocchiata offre al sacerdote un vassoio su cui è posta una corona di fiori.

La Purificazione della Vergine

Santa Maria Maddalena, prima indicata come Santa Margherita, è cinta ai fianchi da una catena, mentre, dall’alto un angelo le porge un vaso di unguento, con chiaro riferimento all’unzione di Betania.

Santa Maria Maddalena

La Visitazione della Vergine a Santa Elisabetta. Le due donne, che mostrano chiaramente il segno della loro gravidanza, sono poste al centro della rappresentazione: da una parte Elisabetta che scende i gradini della sua casa e, dall’altro, la Vergine che incede verso di essa. Alle loro spalle, in secondo piano, Zaccaria, che, quasi con un moto di sorpresa curiosità, si affaccia alla porta dietro Elisabetta, e Giuseppe, che osserva pensoso tutta la scena.


La Visitazione della Vergine a Santa Elisabetta

Santa Barbara è poggiata alla torre, chiaro simbolo iconografico alludente alla storia secondo la quale la santa fu rinchiusa dal padre in una torre.

Santa Barbara